1960. In un sala di posa milanese, nello studio di Giancolombo un gruppo di tredici uomini, con abito scuro e cravatta, guardano ironici verso l’obiettivo che rappresenta il quotidiano strumento del loro lavoro ed assieme un simbolico impegno associativo, cha da poco hanno assunto.  Sono i soci più attivi della novella Associazione Fotografi Italiani Professionisti, AFIP.

 

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Un sodalizio dapprima ristretto, poi più esteso - ma sempre selezionato - che si pone il proposito ambizioso di rinnovare tecnicamente e culturalmente il mestiere della fotografia.

Negli oltre quarant’anni che ci separano da quel gruppo in posa è racchiusa una lunga vicenda di sforzi creativi e deontologici, di maturazione tecnica e gestionale.

I soci dell’Afip, che fin dall’inizio non vollero costituirsi sulla base di una semplice rappresentanza sindacale o corporativa, ma anzi, subordinarono l’ammissione alla presentazione di un portfolio

di immagini, hanno costantemente rappresentato i caratteri di più alta dignità nella professione.

I soci dell’Afip si sono posti immediatamente il fine ambizioso di difendere la libera professione, rivolti soprattutto alla produzione industriale e pubblicitaria, alla moda, all’editoria.

 

Ritorniamo agli anni ‘60.

Appena dopo la sua fondazione, l’Afip organizza a Milano, nel ‘61, uno dei primi congressi dell’Associazione europea di foto professionisti Europhot, fondata nel clima delle speranze prodotte dalle istituzioni comunitarie europee.

         

Nel ‘64, Paolo Monti, l’allora presidente dell’Afip, introduce la presentazione dei lavori italiani sulle pagine della prestigiosa rivista internazionale Camera, diretta da Romeo Martinez sottolineando il clima di omologazione “anglosassone” introdotto nella fotografia di studio milanese dall’espansione delle grandi agenzie internazionali di pubblicità.

Proprio il mercato in crescita della fotografia pubblicitaria spinge l’Afip ad elaborare subito una normativa sui diritti di utilizzo dell’immagine, ed a rivendicare l’autonomia dell’opera fotografica nei confronti di art directors e aziende clienti.

Tra il ‘71 e il ‘73, con una polemica mostra al Sicof (Sezione Culturale) e con l’apertura a nuovi soci giovani più desiderosi di incontri, dibattiti e corsi di aggiornamento culturale, l’Afip riflette in un modo esemplare i mutamenti complessivi della società italiana.

Vi è la coscienza di una certa “parcellizzazione” del lavoro fotografico, di una subalternità obbligata al committente. La causa tra Oliviero Toscani e la Total nel ‘72 - sostenuta dall’Afip e conclusa col riconoscimento al fotografo di un diritto morale sul proprio lavoro - rimane il decisivo precedente giudiziario per riaffermare un impegno definitivo verso l’autonomia espressiva dell’immagine.

Nel ‘77 e ‘78, mentre si estendono gli appuntamenti sociali presso l’ampia sede milanese dell’Afip in viale Monza, escono due Annuari con l’intento di presentare i lavori più significativi dei soci. Questi volumi - assieme al numero speciale del Il Diaframma - Fotografia Italiana nel‘76 - ci appaiono come documenti preziosissimi.

Proprio perché le foto testimoniano sempre la propria origine temporale, queste opere “datate” degli autori Afip costituiscono oggi dei riferimenti essenziali, non solo per la comprensione dei mutamenti della comunicazione visiva ma per misurare i mutamenti complessivi dei rapporti sociali, del costume, dei consumi. Il ‘78 è anche l’anno di una famosa multivisione collettiva dedicata alla produzione degli spettacoli alla Scala, dietro e davanti le quinte.

Ed è soprattutto l’anno della grande mostra alla Rotonda della Besana “Fotografia: mito, professione, responsabilità “.

 

 

 

 

 

 

 

 

Quì la seconda generazione dei soci Afip si interroga impietosamente sui propri malesseri e ripensa

la funzione della fotografia senza mitizzarla, anzi esaminando con umiltà fenomeni come le foto-tessera, il ruolo della scuola, la condizione dei giovani assistenti….

Alla fine degli anni ‘70 escono anche tre Quaderni di Fotografia semestrali, due dei quali dedicati ad un prezioso aggiornamento tecnico-operativo per le riprese di still-life e di arredamento

Gli anni ‘80 vedono un’espansione numerica e qualitativa del professionismo fotografico.

Si fa luce un’editoria raffinata (specie nella moda) che accoglie sempre più illustrazioni di qualità; assieme alla moda italiana, nel generale clima produttivo dilaga la media industria, guidata da un’imprenditoria aggressiva che richiede immagini ben oltre le tradizionali fonti milanesi.

 

Da Torino al Veneto, dall’Emilia alle Marche, i giovani titolari degli studi fotografici si attrezzano per offrire risposte di fresca qualità. E l’Afip vede allargarsi territorialmente gli iscritti, mentre adegua i propri servizi di consulenza gestionale ed amministrativa.

A metà degli anni ‘80 vengono messe a punto le nuove normative che tendono ad uniformare le retribuzioni sulla base di corretti calcoli nella gestione dello studio; vengono razionalizzati i metodi di stesura del preventivo e fissati i limiti di sfruttamento dell’immagine, mentre si inquadra nella norma legislativa il diritto d’autore riferito alle opere fotografiche.

Infine l’Afip propone una flessibile normativa sui compensi, diversificando i tempi e la complessità di ripresa dei vari settori: moda, still-life, food, reportage industriale....

L’adesione all’Afip includeva una polizza assicurativa per le responsabilita’ civili, ed un’altra per la protezione legale.

Nell’89 il mensile specializzato Pro traccia un vivace ritratto storico dell’Afip con ironiche foto e tavole rotonde sulle specializzazioni.

Alle soglie degli anni ‘90, centinaia di mele verdi, simbolo di libertà inventiva, rotolano sui fondali delle sale di posa.

I fotografi dell’Afip si impegnano in una grande opera collettiva che dara’ vita ad una mostra, ad una multivisione con video al Sicof ‘90 ed alle vivaci pagine del volume Professione e Fotografia.

 

Sull’onda delle mele rotolanti e in concomitanza dei trent’anni di vita dell’ Associazione, un altro progetto prende vita: Tortafip, un impegno di tutti i soci che si concretizza nella rappresentazione della più classica torta di compleanno.

Mentre si affaccia la rivoluzione digitale, la libera circolazione di prodotti e servizi entro i confini comunitari pone i professionisti italiani di fronte alla necessità di un interscambio costante coi colleghi europei. Tra l’89 e il ‘91 si struttura -con un Manifesto ed un proprio organigramma - il Gruppo de  La Pyramide (Grouement des Associations Europeennes des Creaturs d’Images). In seguito il Gruppo diverrà consulente ufficiale degli organismi CEE.

Per l’Italia, con l’Afip aderiscono il Siaf, il Gadef  e l’Associazione Illustratori.

Alla base del Manifesto - firmato appunto presso la Pyramide del Louvre - vi è ancora una volta la riaffermazione della personalità dell’autore di immagini come titolare di ogni diritto morale e patrimoniale ad essa riferito.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Senza il suo accordo sono vietati usi arbitrari, come pure archiviazioni indebite, manipolazioni, montaggi manuali o digitali. Si pongono dunque le basi per la difesa del fotografo-autore negli anni di una possibile accumulazione indiscriminata nelle memorie cieche dei computers.

 

Nel marzo ‘91 a Milano, il Convegno “L’Europa e il diritto d’autore in fotografia”  vedrà alternarsi 18 autorevoli relatori di tutti i paesi comunitari.

 

Nel ‘92 l’Afip ripensa anche la propria struttura associativa, e riscrive il suo statuto.

 

Con l’Art Directors Club Italiano viene promosso un premio speciale per la Fotografia di Ricerca.

Il Premio Afip per la Fotografia di Ricerca è un altro momento importante; di volta in volta dedicato a grandi fotografi (Aldo Ballo, Alfa Castaldi, Gian Sinigaglia) questo Premio ha rappresentato un momento di ricerca creativa, esperienza unica e irripetibile.

A questo proposito viene in mente una frase di Win Wenders particolarmente significativa: “Osando assumersi il rischio di essere estremamente personali, è possibile creare qualcosa che possa essere utile agli altri.”

Questo premio vuole dare credito a quei fotografi che spingono l’arte della fotografia a uscire dalla gabbia delle convenzioni esplorando i territori dell’immagine alla ricerca di linguaggi originali.

Ad ogni edizione è seguita puntualmente una mostra con il catalogo delle immagini risultate premiate nelle diverse categorie nelle quali si articola il premio. Una giuria composta di volta in volta da critici fotografici, direttori creativi, giornalisti e fotografi ha avuto l’arduo compito di selezionare e premiare le opere risultate infine vincitrici.

Ricerca creativa nella fotografia significa semplicemente voler cambiare costantemente l’esperienza del vedere. In fondo è proprio ciò che ci siamo proposti fin dall’inizio di questa esaltante esperienza.

 

Uscito in occasione del Natale ’95  “Vita da Bambino“ riscosse un immediato successo di pubblico

e favore di critica  per le ragioni di solidarietà che ne avevano animato la realizzazione.

Infatti il volume dedicato al mondo dei più piccoli, era a totale sostegno del Telefono Azzurro.

Mai prima d’ora il fior fiore della fotografia italiana si era ritrovata insieme in un progetto così nobile

ed importante. In occasione di “Azzurrolandia“, il libro ebbe un seguito in forma di mostra fotografica.

Inoltre, all’interno della mostra stessa, era stata prevista una forma di animazione che prevedeva l’allestimento di un set fotografico in modo da poter ritrarre su pellicola Polaroid 20x25 grandi

e piccini ed anche personaggi celebri.

Naturalmente l’intero ricavato aiutava Telefono Azzurro mentre alla nostra Associazione restava la soddisfazione per aver realizzato un’altra bella idea di solidarietà.

 

 

Oggi l’AFIP è impegnata in una serie di progetti che in buona parte rappresentano la continuazione di questo lungo viaggio durato 44 anni e che ci auguriamo prosegua ancora per molto tempo.

 

 

I PRESIDENTI DELL’AFIP DALLA SUA FONDAZIONE

Francesco Bellesia

Aldo Cantarella

Davide Clari

Attilio Del Comune

Giovanni Gastel

Paolo Monti

Tito Piccoli

Italo Pozzi

Alfredo Pratelli

Liderno Salvador

Gian Sinigaglia

Oliviero Toscani

Paolo Zanzi

 

 

 

 

I SOCI DELL’AFIP DAL 1960 AD OGGI

 

Giuseppe Abbrescia - Roma

Francesco Agostini - Milano

Fabiana Albertini - Milano

Lucio Alfieri - Milano

Gabriele Angelini - Imola

Luca Anfossi - Milano

Marco Angeretti - Milano

Alfredo Anghinelli - Milano

Michele Annunziata - Potenza

Maurizio Anselmi - Mosciano S. Angelo

Pierangelo Armellino - Torino

Gianni Baggi - Milano

Gabriele Baldazzi - Bologna

Francesco Balladore - Milano

Aldo Ballo - Milano

Gian Paolo Barbieri - Milano

Roberto Barbieri - Milano

Gabriele Basilico - Milano

Roberto Bastianoni - Castelfiorentino

Paolo Begotti - Milano

Francesco Bellesia - Milano

Paolo Belloni - Milano

Raffaello Benedetti Bra’ - Milano

Gianni Berengo Gardin - Milano

Vincent Berg - Besozzo

Franco Bertarelli - Milano

Luigi Bertolani - Scandiano

Clinio Giorgio Biavati - Bologna

Attilio Varotto Boccazzi - Torino

Paolo Bonelli - Vittorio Veneto

Roberto Borsano - Bollate (Mi)

Pino Bossi - Torino

Franco Bottino - Milano

Fabio Bovolenta - Milano

Lorenzo Bozano - Milano

Walter Bravi - Padova

Sandro Bazzale - Asiago

Christopher Broadbent - Milano

Daniele Broia - Parma

Franco Buffa - Alessandria

Vanni Burkhart - Milano

Umberto Calabro’ - Prato

Giancarlo Campeggi - Milano

Aldo Cantarella - Busto Arsizio

Tani Capa - Milano

Rinaldo Capra - S. Zeno Naviglio

Flaviano Carlotto - Milano

Vincenzo Carrese - Milano

Giac Casale - Milano

Diego Cassetta - Milano

Mario Cassetta - Milano

Alfa Castaldi - Milano

Guido Cataldo - Milano

Tatiana Catarisano - Milano

Alfredo Cella - Milano

Davide Cerati - Mariano Comense

Adalberto Cicerchia - Milano

Enrico Ciceri - Milano

Silvano Cinelli - Empoli

Dalmazio Cividini - Milano

Davide Clari - Milano

Roberto Calacioppo - Lanciano

Lanfranco Colombo - Milano

Attilio Comi - Milano

Edoardo Conte - Milano

Maurizio Contratti - Fiume Veneto

Ginka Cordara - Milano

Maria Vittoria Corradi Backhaus - Milano

Angelo Cozzi - Milano

Gaetano Cremonini - Milano

Giambattista Da Broi - Follina

Mario Dainesi - Milano

Attilio Del Comune - Milano

Piero Del Governatore - Roseto degli Abruzzi

Gianni Della Valle - Milano

Fabrizia Di Rovasenda - Torino

Marcello Di Viesto - Torino

Roberto Dri - Milano

Sergio Druetto - Torino

Alessandro Enrico - Torino

Paul Erhardt

Piero Escaplon - Firenze

Rodolfo Facchini - Milano

Tam Fagiuoli - Vallina B.Ripoli

Bruno Falchi - AzzanoDecimo

Gigi Fantoni - Milano

Giorgio Ferrari - Milano

Osvaldo Ferraris - Villata

Ezio Ferreri - Palermo

Luciano Ferri - Milano

Carlo Ferruzzi - Ravenna

Elia Festa - Milano

Floriano Finzi - Parma

Bruno Flaim - Bolzano

Rodolfo Fogli - Milano

Giovanni Fontana - Torino

Gian Foresi - Milano

Franco Franceschi - Bologna

Daniele Franchin - Conegliano

Ezio Frea - Milano

Danilo Frontini - Milano

Giorgio Furla - Milano

Massimo Galeazzi - Montesilvano

Alfredo Gambaro - Milano

Silvio Gamberoni - Pedrengo

Bruno Garavoglia - Torino

Giovanni Gastel - Milano

Cesare Genuzio - Pordenone

Afro Gherardini - Villalunga di Casalgrande

Roberto Ghislandi - Milano

Gian Colombo - Milano

Michele Gianotti - Milano

Germano Giorgi - Bologna

Mauro Giuliani - Novara

Ruggero Giuliani - Treviglio

Deborah Savoie Giulini - Milano

Renato Gozzano - Milano

Enrico Granata - Milano

Gian Greguoli - Milano

Franco Guaschino - Torino

Antonio Alia Guccione - Milano

Giorgio Gugnani - Milano

Adrian Hamilton - Milano

Gianni Ilardo - Varese

Nicoletta Innocenti - Milano

Enzo Isaia - Torino

Sakis Lalas - Milano

Alessandro Lanzavecchia - Torino

Giancarlo Lanzetti - Bra

Enrico Lattanzi - Civitanova Marche

Gianni Lavano - Barzano’

Piero Lessio - Milano

Serge Libiszewski - Milano

Giuliano Lombardi - Modena

Giorgio Lotti - Milano

Giuliano Luzzato - Milano

Carlo Alberto Magagnini - Milano

Gian Angelo Maggi - Milano

Giorgio Majno - Milano

Mauro Mamone - Milano

Manfredi Bellati - Milano

Renato Marcialis - Milano

Riccardo Marcialis -  Milano

Edoardo Mari - Milano

Mario Martinelli - Quinto Stampi

Mauro Masera - Milano

Fabio Meazzi - Milano

Giuliano Mecarelli - Rivergano

Ferdinando Renato Milani - Milano

Enzo Mininno - Milano

Claudio Molinari - Torino

Giuseppe Carlo Molteni - Milano

Marco Monteriso - Milano

Paolo Monti - Milano

Salvatore Morvillo - Milano

Davide Mosconi - Milano

Ugo Mulas - Milano

Nicola Muscatiello - Manfredonia

Stefano Muscetti - Milano

Nando Mutarelli - Vigano di gaggiano

Toni Nicolini - Milano

Filippo Occhino - Milano

Joe Oppedisano - Milano

Orlando Orlandini - Milano

Carlo Orsi - Milano

Claudio Pagan - Chirignago

Vincenzo Papiro - Milano

Mauro Patelli - Modena

Luca Perazzoli - Milano

Luigi Perazzoli - Milano

Carlo Pessina - Domodossola

Tino Petrelli - Milano

Mauro Pezzotta - Brescia

Enrico e Tito  Piccoli - Milano

Oreste Pipolo - Napoli

Nando Pizzorno - Milano

Aldo Poggi - Milano

Paolo Poli - Padova

Ledino Pozzetti - Milano

Italo Pozzi - Milano

Alfredo Pratelli - Milano

Franco Principato - Cinisello Balsamo

Luca Pron - Torino

Franco Rapuzzi - Brescia

Bernardo Ricci - Imola

Sergio Risso - Paderno Dugnano

Laura Rizzi - Milano

Massimo Robecchi - Monaco

Fulvio Rolandi - Nova Milanese

Guido Alberto Rossi - Milano

Mario Rossi - Milano

Ludovico Saita - Bergamo

Michele Saluzzo - Milano

Liderno Salvador - Milano

Ornella Sancassani - Milano

Fabio Santagiuliana - Vicenza

Mario Sarotto - Torino

Giorgio Savini - Milano

Giancarlo Scalfati - Milano

Wladimiro Settimelli - Milano

Federico Sgarbossa - Induno Olona

Emilio Fabio Simion - Milano

Gian Sinigaglia - Milano

Luigi Soldano - Varese

Uberto Spanu - Torino

Ivana Stefanacci - Trecate

Luca Steffenoni - Verona

Carlo Stella - Brugherio

Franco Storti - Padova

Ivan Taborri - Milano

Alberta Tiburzi - Roma

Adriano Todde - Milano

Ottavio Tommasini - Brescia

Leo Torri - Milano

Fedele Toscani - Milano

Oliviero Toscani - Casale Marittima

Giuliana Traverso - Genova

Piero Trigari - Milano

Franco Turcati - Torino

Giuseppe Turroni - Milano

Renzo Ulivi - Firenze

Alessandro Vanini - Albizzate

Gianfelice Vecchia - Milano

Sergio Vellani - Modena

Enzo Verduci - Varese

Maurizio Vezzoli - Milano

Graziano Villa - Milano

Giovanni Vumbaca - Saronno

Roberto Zabban - Milano

Orlando Zambarbieri - Milano

Gianfranco Zampa - Genova

Paolo Zanzi - Varese

Mario Zappala’ - Milano

Klaus Zaugg - Milano

Walter Zerla - Omegna

Franco Ziglioli - S.Fruttuoso Monza

Luigi Zilli - Udine

Pietro Zonda - Milano

Renato Zuccolin - Milano

Marina Wohlgemuth – Bolzano

 

 

Un ringraziamento speciale a Cesare Colombo e Alfredo Pratelli per la ricerca